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lunedì 8 novembre 2010

Lo stato all'assalto degli inermi

COMUNICATO STAMPA

Solo un governo che prima Paolo Guzzanti e più recentemente Andrea Cortellessa hanno definito mignottocrazia poteva confezionare una ripugnante rappresentazione di questo genere: centinaia di migliaia di lavoratori senza diritti sfruttati brutalmente dai loro padroni sono stati nella sostanza ingannati con l'obbligo di sborsare anticipatamente migliaia di euro allo stato, all'inps, agli strozzini approfittatori del loro condizione disperata, con un marchingegno il cui scopo principale rimane in realtà quello di continuare a garantire la presenza di manodopera ricattabile al costo più basso possibile, in una situazione dove tutti i coltelli rimangono nelle mani dei datori di lavoro, che in questo modo possono continuare a ricattare anche l'insieme degli altri lavoratori.
E nel momento in cui questo governo sta per spirare, anzi probabilmente è già morto, ecco che mostra il pugno di ferro. Uno Stato che si dice non in grado di intervenire su una chiara manifestazione di separatismo istituzionale, come nel caso della scuola di Adro, dove su edifici pubblici vengono poste, e continuano a fare mostra di sé, le insegne di un altro stato, per quanto presunto come quello della Padania, interviene invece con un imponente schieramento di forze contro persone inermi, carica, arresta.
Come Partito della Rifondazione Comunista ripetiamo che stiamo e staremo sempre dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ed esprimiamo la nostra più ferma condanna di questa cieca violenza, ricordando che l'ingiustizia e la prevaricazione alla fine non hanno mai pagato.
Chiediamo pertanto l'immediata cessazione delle violenze poliziesche ed il rilascio di tutti gli arrestati.
Rivolgiamo anche un appello a tutte quelle forze politiche, finora colpevolmente latitanti su questo problema, di uscire dalla loro posizione di furbesco attendismo, perché in gioco ci sono cose troppo importanti, ed ai sindacati ed ai lavoratori una mobilitazione immediata, perché si apra lo spazio per una soluzione politica, che è quello, e solo quello, che i disperati della gru chiedevano e chiedono.

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