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lunedì 15 novembre 2010

13 novembre - il comunicato della rete antifascista

COMUNICATO STAMPA

Brescia, 15 novembre 2010

La Rete Antifascista provinciale di Brescia vuole rendere pubblica la propria posizione in merito alla giornata di sabato 13 novembre.

Da circa un mese la Rete, attraverso assemblee allargate a tutte le realtà antifasciste e democratiche, ha organizzato una manifestazione per impedire lo svolgimento di una mobilitazione di livello nazionale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova, esplicitamente rivolta a contrastare il fenomeno e la lotta degli immigrati a Brescia.

A seguito della loro rinuncia, la Rete ha deciso, attraverso un’assemblea allargata, di convogliare

le forze già organizzate in una mobilitazione a sostegno della lotta dei migranti sulla gru dove la nostra presenza al presidio è costante e quotidiana; altre finalità erano quelle di ricordare la rappresaglia fascista del 1943 avvenuta in piazza Rovetta e di portare solidarietà a Fabio, arrestato pretestuosamente per i fatti dell’8 novembre.

Ribadiamo che gli obiettivi erano quelli di unire la lotta antifascista a quella antirazzista e in questo senso abbiamo lavorato anche con le realtà antifasciste che da tempo compiono un perscorso, dal punto di vista politico e culturale, nei loro territori. Altro obiettivo è stato tentare di rompere l’isolamento imposto dal Ministero a cui sono sottoposti i migranti in lotta, raggiunto portando una delegazione sotto la gru per verificare le condizioni di salute dei migranti.

Nessuna situazione che si è venuta a creare al di fuori degli obiettivi che abbiamo qui esplicitato è da attribuire alla Rete antifascista.

Riteniamo che il corteo è stato un momento positivo che ha visto una grande e determinata partecipazione. La situazione che si è venuta a creare è frutto della tensione che istituzioni e forze dell’ordine hanno generato da settimane negando diritti umani, acqua, cibo, cure mediche e militarizzando la città.

La Rete antifascista ha messo in campo tutte le forze per un buon svolgimento della giornata e per il raggiungimento degli obiettivi sopra esposti, all’interno di un percorso che riteniamo debba essere unitario, comune e partecipato.

Rete antifascista bresciana

Come abbiamo osservato a proposito del comunicato della Associazione Diritti per Tutti, non c'è alcun dubbio che le autorità preposte all'ordine pubblico a Brescia avevano scelto nelle scorse settimane la linea "golpista" del pugno di ferro e della repressione, esemplarmente incarnata dal palestrato vice-questore vicario Ricifari, al quale è stata delegata sciaguratamente la gestione del disordine pubblico a Brescia per settimane. Citiamo solo alcuni passaggi-simbolo:

Il 27 ottobre si è deciso di garantire a Forza Nuova la sua fiaccolata alla Mandolossa, gestita appunto dal suddetto questore in termini militari, come documentato anche fotograficamente sul nostro blog.

Poi l'8 novembre il lunedì nero, con le gratuite violenze e la caccia all'uomo, migrante o amico dei migranti, che ha visto il palestrato offrire il meglio di sè.

Solo dopo la puntata di "Anno zero", nonostante le ambiguità di qualche oratore, e in presenza della determinazione della Rete antifascista, delle richieste dell'ANPI e di altri, quando già erano filtrate le indiscrezioni sulla autorizzazione al concentramento di Forza Nuova del 13 novembre, la questura si adattava a proibire la manifestazione fascista.

Il seguito è noto, ed è ben descritto nei comunicati stampa delle rete antifascista e della Associazione Diritti per Tutti.

Da parte nostra non possiamo che ribadire il concetto già espresso durante i fatti del lunedì nero: lo schiacciamento di diritti elementari con la violenza non può che portare ad una reazione. Che poi su questa reazione su innestino provocatori, o semplici certificatori del detto "la madre degli imbecilli è sempre incinta", non intacca il giudizio politico sul comportamento di chi dovrebbe prioritariamente garantire l'ordine, e non portare il disordine.

Comunque ci pare indubbio che le autorità bresciane (l'inqualificabile comportamento di un ministro che teorizza e pratica la massima "bisogna essere cattivi" non lascia adito a nessuna speranza di ravvedimanto a livello nazionale) hanno parzialmente cambiato tattica a partire da venerdì scorso. Sarà solo una variante per raggiungere gli stessi obiettivi di prima? Lo si vedrà molto presto.

Prcbrescia.


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