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venerdì 28 febbraio 2014

Lunedì 3 marzo alla Sala incontri della federazione di Brescia - Presentazione del "piano del lavoro"

La commissione lavoro del Prc di Brescia propone un incontro sul Piano per il lavoro.
Lo proponiamo perché riteniamo fondamentale che ai compagni siano note le proposte del partito in temi fondamentali come economia e lavoro e perché vorremmo lanciare un dibattito serio su quali risposte devono dare i comunisti in un periodo di palese fallimento del sistema capitalistico e del modello neoliberista.
Ancora più fondamentale questo dibattito, visto che a sinistra e anche all'interno del nostro partito le opinioni su come si combatte questo sistema e come si può uscire dalla crisi sono molto diversificate.
Per questo proponiamo un incontro che ci permetta di capire il contenuto della proposta, ma soprattutto sia capace di aprire un dibattito tra i compagni del nostro partito e non.

Introdurrà il
Piano del Lavoro

il compagno Dino Greco

Direttore di “Liberazione”

LUNEDI' 3 MARZO 2014

ORE 20:30

ALLA FEDERAZIONE DEL PRC DI BRESCIA

IN VIA CASSALA 34


giovedì 20 febbraio 2014

Le profezie italiane della banca d'affari JPMorgan

In questo documento di 16 pagine datato 28 maggio 2013, riferiva il "Fatto quotidiano" del 19 giugno 2013 la banca d'affari americana leader nel mondo JPMorgan si lanciava in "analisi" che avevano tutto il sapore di "profezie che si auto-avverano. Vale la pena di riprodurre qualche brano. Per scrupolo riportiamo anche il testo in inglese:
In the early days of the crisis, it was thought that these national legacy problems were largely economic: over - levered sovereigns, banks and households, internal real exchange rate misalignments, and structural rigidities. But, over time it has become clear that there are also national legacy problems of a political nature. The constitutions and political settlements in the southern periphery, put in place in the aftermath of the fall of fascism, have a number of features which appear to be unsuited to further integration in the region. When German politicians and policy makers talk of a decade - long process of adjustment, they likely have in mind the need for both economic and political reform.
...
The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis. Countries around the periphery have only been partially successful in producing fiscal and economic reform agendas, with governments constrained by constitutions (Portugal), powerful regions (Spain), and the rise of populist parties (Italy and Greece). There is a growing recognition of the extent of this problem, both in the core and in the periphery. Change is beginning to take place. Spain took steps to address some of the contradictions of the post-Franco settlement with last year’s legislation enabling closer fiscal oversight of the regions. But, outside Spain little has happened thus far. The key test in the coming year will be in Italy, where the new government clearly has an opportunity to engage in meaningful political reform. But, in terms of the idea of a journey, the process of political reform has barely begun.
Nei primi giorni della crisi, si è pensato che questi problemi nazionali preesistenti erano in gran parte economici: soggetti sovrani, banche e famiglie ultra-indebitati, disallineamenti del tasso di cambio reale interno e rigidità strutturali. Ma, col tempo è diventato chiaro che ci sono anche problemi nazionali esistenti di natura politica. Le costituzioni e gli assetti politici nella periferia meridionale, messi in atto all'indomani della caduta del fascismo, hanno una serie di caratteristiche che sembrano essere inadatte per un'ulteriore integrazione nella regione. Quando i politici tedeschi e i responsabili politici parlano di un processo di aggiustamento lungo un decennio, essi probabilmente hanno in mente la necessità di una riforma economica e politica.
...
I sistemi politici nella periferia erano stati instaurati all'indomani delle dittature, ed erano stati determinati da quell'esperienza. Le Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che i partiti di sinistra hanno guadagnato dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici della periferia mostrano tipicamente parecchie tra le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori, sistemi di costruzione del consenso che favoriscono il clientelismo politico, e il diritto di protestare se allo status quo politico sono apportati cambiamenti sgraditi. Le carenze di questa eredità politica sono state rivelate dalla crisi. I paesi della periferia hanno avuto un successo solo parziale nel produrre programmi di riforma fiscale ed economica, con i governi vincolati dalle costituzioni (Portogallo), regioni potenti (Spagna), e l'ascesa di partiti populisti (Italia e Grecia). Vi è una crescente riconoscimento della portata di questo problema, sia nel centro che nella periferia. Il cambiamento sta cominciando a guadagnare terreno. La Spagna ha adottato misure per affrontare alcune delle contraddizioni dell'assetto post- Franco con la normativa dello scorso anno che consente una più stretta sorveglianza fiscale delle regioni. Ma, fuori della Spagna, poco è stato fatto finora. Il test chiave per il prossimo anno sarà in Italia, dove il nuovo governo ha chiaramente l'opportunità di impegnarsi in significative riforme politiche. Ma, rispetto al percorso da fare, il processo di riforma politica è appena iniziato.
Per non incappare in denunce legali o per lo meno in risolini di derisione, ricordiamo che JPMorgan parlava del governo Letta. Si direbbe che i padroni americani, ma certamente si tratta di una deformazione ideologica, si siano stancati di aspettare che Enrico affondasse il coltello, e che abbiano mandato in campo Renzino. Particolarmente impressionante, in questo senso, la chiusura, che abbiamo tradotto in modo attenuato per ragioni di stile linguistico. A stare alla lettera del testo inglese, sembrerebbe un vero e proprio lapsus. Noi abbiamo tradotto "rispetto al percorso da fare", ma il testo inglese sembra dire "rispetto alla [nostra] idea di cambiamento". Comunque sia, i segnali a cui assistiamo, dalla legge elettorale alla criminalizzazione del dissenso, perfino dentro al sindacato, sono decisamente preoccupanti. E se guardiamo alla sottolineatura di JPMorgan, che nota con orrore che "nei paesi periferici", come l'Italia, per esempio, era riconosciuto "il diritto di protestare se allo status quo politico sono apportati cambiamenti sgraditi", non possiamo impedirci di fare un sobbalzo rispetto a quello che sta avvenendo rispetto alla TAV, dove vengono opportunamente richiamate in servizio addirittura le Brigate Rosse, a chiusura del teorema per cui chi si oppone ad un'opera folle sperperando i nostri soldi (ma facendo guadagnare le banche d'affari) non può che essere un terrorista. E questo sarà proprio una ironia della storia, o una "astuzia della ragione"; ma parrebbe proprio che l'"alter ego" e finanziatore di Renzi sia tale Davide Serra, che, dopo aver imparato il mestiere nell'altra grande banca di affari americana, la Morgan Stnley, si è messo in proprio sul piano finanziario, giocando con l'algebra, o meglio con "Agebris". Le ragioni per appoggiare l'iniziativa No-tav di sabato 22 gennaio sono perciò tante. Qui sotto riproduciamo il volantino di convocazione. 


giovedì 13 febbraio 2014

URGENTISSIMO - Lista Tsipras - Registrarsi per contare - piccola guida per gli incerti

Dal segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero abbiamo ricevuto la lettera che pubblichiamo dopo la "piccola guida". Come rilevato nel post precedente, e come conferma la lettera di Ferrero, non tutto fila liscio nei rapporti con il "gruppo dei sei", ai quali siamo al paradosso che le "concessioni" devono essere "strappate" una per una. Da qui la necessità di intervenire attivamente nel processo da parte dei singoli, che verranno consultati via e-mail.
Per partecipare alle consultazioni è necessario iscriversi sul sito http://www.listatsipras.eu/   come sostenitori della lista Tsipras (entro le ore 18 di domenica 16).
PICCOLA GUIDA

Prima schermata: nella pagina che si apre cliccando http://www.listatsipras.eu/ cliccare sul riquadro rosso con la scritta PARTECIPA - (non occorre aderire all'appello "dei sei")





Seconda schermata: a questo punto si apre la schermata 2. Cliccare sulle parole "registrandosi qui".



Terza schermata: a questo punto si apre la schermata di registrazione. Compilare con i propri dati e poi cliccare sul riquadro rosso con la scritta ISCRIVITI.


Quarta schermata: DOPO aver ricevuto la e-mail all'indirizzo di posta elettronica che avete fornito, ed aver cliccato sul link che vi viene inviato dalla "lista Tsipras", si aprirà la quarta schermata che conferma al vostra iscrizione e vi dice di aspettare le comunicazioni per la consultazioni.

LA LETTERA DI FERRERO
 
Ai/alle componenti del CPN
Ai/alle segretari/e regionali, di federazione, di circolo
Ai/alle compagni/e in indirizzo


Care compagne e cari compagni,

Come sapete al Congresso abbiamo deciso di lavorare per la costruzione di una lista unitaria della sinistra che facesse riferimento alla sinistra europea e ponesse con chiarezza il tema dell’alternativa alle politiche di austerità decise in questi anni a livello europeo da socialisti, popolari e liberali.

Nel congresso della sinistra europea tenutosi la settimana dopo il nostro a Madrid, è stata formalizzata la candidatura di Alexis Tsipras (presidente di Syriza ) a candidato presidente della commissione dell’Unione Europea. Si tratta di una decisione molto positiva a cui abbiamo lavorato per mesi: la candidatura di Tsipras in alternativa alla candidatura di Schultz rappresenta plasticamente l’alternativa che la sinistra europea vuole costruire senza inseguire i socialisti.

In questo contesto nello scorso fine settima, la presenza di Alexis Tsipras ai lavori della nostra direzione nazionale ed a quelli dell’esecutivo del Partito della Sinistra Europea tenutosi a Roma, ha determinato positivamente sia il riconoscimento politico del ruolo del Prc nella costruzione della candidatura e della lista, sia una significativa visibilità pubblica di Tsipras e della proposta politica avanzata.

Parallelamente l’assemblea  tenutasi venerdì scorso al teatro Valle, convocata dall’appello di Barbara Spinelli, ha segnalato la capacità della candidatura di parlare tanto alla sinistra organizzata quanto al complesso delle donne e degli uomini della sinistra. Si tratta di un fatto molto positivo.
Il fatto che lo stesso congresso di SEL, abbia deciso di lavorare al sostegno della lista per Tsipras, ci parla della capacità di egemonia del nostro progetto politico: dopo anni passati ad inseguire il PD, il terreno di scontro aperto sull’Europa costringe SEL a misurarsi con il problema di fondo della lotta alle politiche di austerità. Questo ci consente non solo di lavorare  su una proposta coerente con i nostri deliberati congressuali, ma anche per il rafforzamento del partito dentro la costruzione di uno spazio pubblico di sinistra in cui il tema della lotta contro l’austerità possa incrociare la costruzione di un blocco sociale e un sentire diffuso: la necessità di cambiare radicalmente l’Italia e di rovesciare questa Europa.

Ovviamente questa opportunità di dar vita ad una lista unitaria di appoggio a Tsipras presidente non è priva di contraddizioni e problemi.
In questi giorni, nelle relazioni con il Partito della Sinistra Europea, con Syriza e con i promotori dell’appello “L’Europa al bivio” , il nostro impegno si è concentrato prevalentemente su due questioni: il profilo politico della lista, alternativo alle grandi coalizioni sia in Italia che in Europa, e la questione della democrazia e della partecipazione dei singoli e dei territori nella costruzione della lista stessa.
Sul primo punto è oggi ampiamente condiviso che la lista di sostegno a  Tsipras sia alternativa alle liste di sostegno a Schultz e al PSE. Il punto politico fondamentale della costruzione di una lista autonoma ed alternativa al partito socialista europea è quindi acquisito. E’ così stato accettato da tutti che gli /le eventuali eletti/e della lista, faranno parte dello stesso gruppo parlamentare di Tsipras. Inoltre, pur nella caratterizzazione “civica” della lista, sarà ampiamente visibile la sua connotazione di sinistra, come si evince anche dal profilo programmatico contenuto nei 10 punti di Tsipras (http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=10727).

Sul secondo punto la discussione non è ancora chiusa. La questione della democrazia e della partecipazione è stata sollevata oltre che da Rifondazione anche da altri soggetti, e su questo obiettivo stiamo continuando ad insistere. Abbiamo giustamente criticato Rivoluzione Civile per il carattere pattizio e verticista che ha caratterizzato questa esperienza: abbiamo posto ai nostri interlocutori la necessità di costruire la lista in appoggio di Tsipras in modo democratico e partecipato. Su questo la discussione continua e confidiamo che nei prossimi giorni si possa arrivare ad un positivo punto di sintesi.

Detto questo, le discussioni e i problemi non possono cancellare il punto politico fondamentale che dobbiamo tenere al centro delle nostre valutazioni: essere riusciti a porre le condizioni per la costruzione di una lista autonoma dal PD ed interprete anche in Italia del partito della Sinistra Europea, è di per sè un obiettivo enorme. Per questo è necessario che da subito vi sia il nostro impegno a determinare il pieno successo della lista – a partire dalla raccolta di firme per la sua presentazione – così come in campagna elettorale si tratterà di lavorare per il successo della lista e al suo interno delle compagne e dei  compagni di rifondazione comunista.

Vi invitiamo quindi ad iscrivervi come sostenitori della “lista Tsipras”, registrandovi sul sito http://www.listatsipras.eu/. L’iscrizione al sito, a sostegno della lista,  può essere fatta senza aderire all’appello l’Europa al Bivio. Si tratta di una nostra specifica richiesta – che è stata accettata – perché noi vogliamo la lista Tsipras ma non condividiamo interamente l’appello redatto da Barbara Spinelli e altri. La lista per Tsipras è molto più ampia di coloro che condividono l’appello.   È quindi importante effettuare l’iscrizione al sito come sostenitori della lista , perché saremo tutti e tutte noi, in quanto sostenitori della lista Tsipras iscritti al sito a partecipare alle consultazioni on-line in cui si assumeranno le decisioni sulla lista, a partire dal nome e dal simbolo elettorale.
In secondo luogo, come Partito, dobbiamo coniugare due esigenze: da un lato, stringere i tempi nella costruzione della lista affinché si possa partire subito con il lavoro di raccolta firme; dall’altro, cosi come abbiamo deciso al Congresso e nell’ultima direzione,  attivare al massimo la partecipazione democratica delle compagne e dei compagni, anche attraverso una consultazione delle iscritte e degli iscritti.

Vi proponiamo, dunque, che nei giorni 15-20 febbraio si svolgano gli attivi regionali per discutere le questioni politiche relative alla costruzione delle liste e avanzare eventuali ipotesi e proposte di candidature.  E che dal 21 al 24 febbraio si svolgano gli attivi di circolo affinché tutti/e gli/le iscritti/e si possano esprime sull’opzione politica della costruzione unitaria della lista Tsipras, risultata prevalente nella scorsa direzione nazionale.  

 Vi invitiamo quindi sia ad iscrivervi sul sito come sostenitori della lista Tsipras (entro le ore 18 di domenica 16) sia a partecipare agli attivi – regionali e locali – del partito per discutere e decidere, per quel che ci riguarda, le modalità di partecipazione alle elezioni europee.
  
 Il segretario
Paolo Ferrero

mercoledì 12 febbraio 2014

PER TSIPRAS - DOCUMENTI EUROPEE 2014

Ricostruiamo qui le tappe finora percorse dalla candidatura di Tsipras, dalla prima proposta alla situazione attuale. I link proposti dovrebbero funzionare anche da questo post.
Per chi vuol godere di una fruizione più agevole e continuativa consigliamo di andare alla pagina strutturata dedicata a tutta la questione.

9 giugno 2013 - Atene: Ferrero propone Tsipras come candidato della Sinistra Europea.
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21 ottobre 2013 - Madrid: il consiglio dei presidenti della Sinistra europea sceglie Tsipras come candidato alle elezioni europee.
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13-14-15 dicembre 2013 - Madrid: il congresso della Sinistra europea designa Tsipras come candidato presidente della commissione europea.
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22 dicembre 2013 - Atene: sulla rivista greca "Aygé" (Aurora) appare, in greco, la dichiarazione di sostegno alla candidatura di Tsipras a presidente della commissione europea.
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17 gennaio 2014 - Roma: sul Manifesto e su Micromega online "i sei della società civile" lanciano l'appello a favore di Tsipras.
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24 gennaio 2014 - Atene: Tsipras ringrazia i sei, ma pone qualche paletto:
"Seconda condizione è di non escludere nessuno. Si deve chiamare di partecipare e di sostenerla prima di tutto i semplici cittadini, ma anche tutte le associazioni e le forze organizzate che lo vogliono."
"Solo se facciamo tutti insieme un passo indietro, per muovere tutti insieme molti passi in avanti, potremmo cambiare le vite degli uomini".
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7 febbraio 2014 - Roma: "i sei della società civile", più allarmati che confortati dalla lettera di Tsipras, forse temendo, non del tutto a torto, l'arrivo di fameliche orde che ripetessero i nefasti di "cambiare si può", progetto abortito, anche per colpa degli "intellettuali di allora", nella malinconica "Rivoluzione civile", non fanno né il passo indietro richiesto da Tsipras, né il "balzo della tigre" di bertinottiana memoria (mossa che richiederebbe comunque un momentaneo arretramento); ma caricano alla maniera del rinoceronte, rischiando di infilzare il loro stesso campione.
Infatti "I sei promotori saranno i garanti ", dice papale-papale il loro proclama, visibile sul "Manifesto". Il "passo avanti" di Marco Revelli, che in "cambiare si può era solo portavoce è spettacolare. In seconda battuta il proclama è ripreso ed amplificato da Micromega e da altri
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4 febbraio 2014 - Roma: "i sei della società civile", rappresentati da Barbara Spinelli, Guido Viale e Marco Revelli, presentano a Roma il progetto in un incontro pubblico con la stampa. "I sei" accettano, pare "l'eventuale approdo parlamentare ... tra le file del Gue e della sinistra europea, gruppo cui appartiene Syriza", ma ribadiscono che La lista è aperta al contributo di chiunque ma, come più volte precisato, non saranno candidati politici che hanno avuto cariche nazionali o regionali negli ultimi dieci anni.
Leggi tutto il resoconto di "Controlacrisi"
Leggi tutto il resoconto di "Formiche"

7 febbraio 2014 - Roma: Tsipras è in Italia e partecipa a vari incontri pubblici. Tra gli altri impegni è da segnalare la sua presenza a "otto e mezzo" Mentre Lilli Gruber qualifica correttamente Alexis Tsipras come candidato della Sinistra europea, Barbara Spinelli, anche lei ospite della trasmissione spara seraficamente che "i partiti si sono aggiunti dopo", o qualcosa di simile.
Comunque il giorno dopo quello che sembra sempre più il "patron" della situazione, cioè Flores d'Arcais, annuncia sullo spazio che gli è riservato sul "Fatto quotidiano" online che i garanti non sono più sei, ma che a Tsipras viene fatta la concessione di essere il settimo garante, forse perché in quanto greco, non può ben fare il settimo tra gli "ὀἰ ἑπτά σοφοί, hoi epta sophoi", i mitici "sette savi"
.
Leggi tutto il pezzo di Flores d'Arcais"

Che dire, a conclusione di questa breve rassegna? Ovviamente siamo tutti convinti che la costruzione di un fronte ampio contro le politiche europee è un'esigenza prioritaria; e non è neppure ingiustificata la diffidenza verso chi ha creato la mostruosità delle ultime tornate elettorali nazionali e regionali. Ma non possiamo neppure sottacere il rischio, o per lo meno il dubbio, che qualcuno dei "sei della società civile" abbia come bersaglio grosso il "settimo savio", cioè, fuor di metafora, quel tanto o poco di reale alternatività al sistema che Tsipras, Syriza e la Sinistra europea rappresentano; una alternatività che sicuramente non è offerta dal rumoroso ed indifferenziato sensazionalismo grillino.