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venerdì 29 aprile 2011

A Brescia dibattito pubblico sul futuro di A2A con il presidente del Consiglio di sorveglianza Graziano Tarantini

MERCOLEDI’ 4 MAGGIO 2011
ORE 20.45
Sala ex Piamarta – via San Faustino BRESCIA
A2A
prospettive e scenari alla luce dei
possibili esiti referendari
Dibattito pubblico
Introduce
Fiorenzo Bertocchi – Segretario Federazione Brescia PRC
Coordina
Giovanni Armanini – Giornalista “Bresciaoggi”
Partecipano
GRAZIANO TARANTINI:
Presidente Consiglio di Sorveglianza A2A
MATTEO GADDI: Responsabile Nazionale PRC
Politiche del Nord
UGO CHERUBINI: Segretario provinciale FILCTEM CGIL

Per scaricare il volantino di indizione della manifestazione batti qui o sull'immagine sottostante



LA CONFINDUSTRIA il 7 maggio terrà a Bergamo una conferenza nazionale per dire la sua.
Conosciamo già la ricetta: meno diritti, più precarietà, fabbriche come caserme, ricatto “diritti e sicurezza o lavoro”; sempre più soldi per lavoratori e pensionati, sempre meno tasse a loro.
6 MAGGIO SCIOPERO GENERALE
7 MAGGIO ALLA FIERA DI BERGAMO ORE 9
La federazione di Brescia del Prc organizza un pullman per partecipare al presidio contro Confindustria – Per prenotazioni ed informazioni
tel. 0302411021 al pomeriggio dalle 15.00 alle 18.30 dal lunedì al venerdì

Per scaricare il volantino di indizione della manifestazione batti qui o sull'immagine sottostante



1 e 2 maggio: a Bagnolo Mella due importanti appuntamenti

Bagnolo Mella è uno dei comuni dove il 15 e 16 maggio verrà rinnovato il Consiglio Comunale, ed è uno dei comuni dove saremo presenti; anzi, avremo un nostro candidato sindaco, la compagna Silvana Davini, presentata da una lista civica di sinistra, denominata appunto "con Bagnolo a Sinistra".
I compagni sono impegnati in pieno nella campagna elettorale, ed il primo maggio saranno in piazza con una festa al Parco di Palazzo Bertazzoli, a partire dalle ore 15:00


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Il giorno successivo è prevista invece una assemblea pubblica, con questo programma:
Lunedì 2 maggio 2011 ore 20.45
Sala Consiliare - Piazza IV Novembre
Incontro pubblico
Ambiente:
tra devastazione e salvaguardia..
Le nostre proposte

Intervengono:
Silvana Davini
Candidata Sindaco "Con Bagnolo a sinistra"
Fiorenzo Bertocchi
Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista
Gabriele Pellegrini
Legambiente Bassa Bresciana
Presenta e coordina
Paolo Appiani
Candidato consigliere comunale "Con Bagnolo a sinistra"

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giovedì 28 aprile 2011

Il “naturale sviluppo” di Giorgio Napolitano – quasi una profezia.

Dal 24 al 27 ottobre del non lontano 2008 il presidente della repubblica Giorgio Napolitano si recava in visita ufficiale in Egitto, ricevuto con tutti gli onori dal Presidente della Repubblica Araba d'Egitto Hosny Mubarak.
In questa occasione, ricorrendo il 66° anniversario della battaglia di El Alamein, Giorgio Napolitano recitava quello che dai più veniva giudicato un “nobile discorso”.
Estraiamo qualche passaggio:
“Le generazioni che non hanno conosciuto la guerra, che hanno vissuto nella nuova Europa, via via unitasi nella pace e nella democrazia, debbono rispetto e riconoscenza, sempre, ai tanti che caddero in questa terra, e a quanti combatterono, da entrambe le parti, onorando le loro bandiere”
“Tutti furono guidati dal sentimento nazionale e dall'amor di patria, per diverse e non comparabili che fossero le ragioni invocate dai governi che si contrapponevano su tutti i fronti del secondo conflitto mondiale”
“La causa in nome della quale erano stati chiamati a battersi fino a immolare
le loro vite tra le dune di questo deserto gli appartenenti alle forze armate dell'Asse nazifascista, apparve, proprio a partire da quei mesi del 1942, votata alla sconfitta. Una sconfitta che non avrebbe gettato alcuna ombra sui valori di lealtà e di eroismo dei combattenti italiani o tedeschi, ma che fu dovuta non solo - a El Alamein - alla soverchiante superiorità di mezzi e di uomini dell'opposto schieramento, ma alla storica insostenibilità delle ragioni, delle motivazioni e degli obbiettivi dell'impresa bellica nazifascista.”
“Tutto questo è oggi, e da un pezzo, alle nostre spalle : ma non va dimenticato. Ed è giusto dire che i veri sconfitti - anche sulle sabbie di El Alamein - furono i disegni di aggressione e di dominio, fondati perfino su aberranti dottrine di superiorità razziale, che avevano trovato nel nazismo hitleriano l'espressione più virulenta e conseguente”
“All'affermazione di valori di pace e di giustizia fuori dei confini dell'Europa, i nostri paesi sono impegnati oggi a contribuire partecipando alle missioni internazionali di gestione delle crisi che hanno investito regioni vicine e lontane. Sono convinto, per quel che riguarda l'Italia, che nella partecipazione dei nostri soldati a quelle missioni si esprima quella stessa carica di lealtà, di coraggio e di umanità, che contraddistinse tutti i nostri corpi e reparti a El Alamein”
A noi pare che, in questa "continuità" rivendicata, il presidente, forse a sua insaputa, abbia espresso tutta la verità sulla "guerra umanitaria" contro la Libia.
Leggi tutto sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica.

martedì 26 aprile 2011

A Ospitaletto celebrazione della Resistenza il 30 Aprile 2011

Sabato 30 Aprile 2011
Ospitaletto - Piazza Roma
9-12 Mostra della Resistnza
10.45 Corteo

 

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lunedì 25 aprile 2011

DAL FASCISMO ALLA DEMOCRAZIA - A CAZZAGO SAN MARTINO

Anpi sezione di Cazzago San Martino
1943 – 1945:
LA RESISTENZA NEL BRESCIANO,
DAL FASCISMO ALLA
DEMOCRAZIA
Racconti e testimonianze della lotta partigiana
VENERDI' 29 APRILE 2011 ALLE ORE 20:30
PRESSO IL TEATRO RIZZINI DI CAZZAGO S.M.

 

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venerdì 22 aprile 2011

Nel suo forsennato attacco a tutto ciò che non rientra nei suoi schemi di ordine e di disordine, cioè nel suo ordine di classe, la giunta del mononeuronato porta i suoi affondo. Via i rom da via Orzinuovi, via il Magazzino 47 da via Industriale, via gli sfrattati da tutte le vie, via gli operai da via Milano. In alcuni casi per intervento diretto, in altri come responsabilità politica condivisa con governo e padroni in genere.
Qui sotto alcune immagini della visita spontanea all'Aler di Brescia, che ha intimato lo sfratto giudiziario dai locali dove agisce il Magazzino 47, da anni presenza significativa del movimento in città, e ultimamente attivo nella vicinda della gru e in quella contro gli sfratti. Che cosa c'é di meglio che sfrattarlo?
Ai compagni del Magazzino, come ai rom, come agli operai di via Milano (Ideal Standard e Caffaro vanno verso la chiusura definitiva e senza alternative per più di cento operai) va la nostra solidarietà.

 

giovedì 21 aprile 2011

Nuovo blog dei circoli di Rifondazione della Federazione di Brescia

 Ai blog dei circoli e dei compagni di Rifondazione di Brescia si aggiunge il blog del circolo di Rovato. Il suo indirizzo è  www.prcrovato.blogspot.com
Proprio dal neonato blog riprendiamo l'articolo sulle malefatte dei "ladroni a casa nostra"

mercoledì 20 aprile 2011
IL BUON GOVERNO DELLA LEGA NORD
Due assessori leghisti di due Comuni del Bresciano sono stati arrestati per tangenti. Si tratta di Mauro Galeazzi, 48 anni, titolare della delega a Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella, e di Marco Rigosa, 45, capo ufficio tecnico del Comune di Castel Mella e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano (Comune che risulta comunque estraneo alle indagini). Nell'operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Brescia, sono stati arrestati Andrea Piva, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista, e Antonio Tassone, 68 anni di Lumezzane, imprenditore.
I due assessori sono stati sospesi dalla Lega, rende noto il segretario provinciale del Carroccio bresciano, Stefano Borghesi. "Abbiamo piena fiducia nella magistratura - ha dichiarato detto - e ci auguriamo che la vicenda possa essere chiarita nel più breve tempo possibile". E il presidente (leghista) del consiglio regionale lombardo, Davide Boni: "Chi sbaglia paga. Da noi non è possibile nemmeno pensarla una cosa così. Un militante leghista che fa amministrazione, prima deve aver paura del movimento e poi della magistratura". Dopo una simile accusa, ha detto Boni, "si deve togliere innanzitutto dall'imbarazzo il movimento. E poi se si è sbagliato, si paga. Abbiamo un codice interno molto forte e reati di quel genere non sono ipotizzabili".
I provvedimenti sono stati emessi dal gip bresciano Cesare Bonamartini su richiesta del pm Silvia Bonardi. E' indagato anche un altro dipendente dell'ufficio urbanistica del Comune di Castel Mella. I reati contestati sono per tutti di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, e solo per Galeazzi, anche di peculato. Antonio Tassone, impegnato nella realizzazione di un centro commerciale in Castelmella, usava come tramite Piva per mantenere i rapporti con il responsabile dell'ufficio tecnico Rigosa e con l'assessore Galeazzi. Il centro commerciale stava per essere realizzato su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale che Tassone aveva già opzionato con un contratto preliminare.
Nella ricostruzione dell'accusa, per rendere più veloce e sicuro l'iter di approvazione del piano urbanistico - ammorbidendo i controlli, in particolare della commissione paesaggistica - Tassone aveva pattuito un versamento di 22mila euro, dei quali 12mila pagati a favore della società di Piva e altri 10mila versati in contanti dallo stesso imprenditore a Piva e da questo consegnati al Rigosa, che ne aveva poi versato una parte all'assessore Galeazzi. Galeazzi è indagato anche per peculato: nella sua veste di pubblico ufficiale aveva nella sua disponibilità un cellulare di servizio, intestato alla Provincia di Brescia, con cui aveva effettuato centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.

martedì 19 aprile 2011

I risultati della pedagogia nazista

Scrivevamo pochi giorni fa del comportamento orami tecnicamente nazista della Giunta di Brescia nei confronti dei nomadi di via Orzinuovi. Ora uno dei due bambini lasciati senza respiratore per il taglio generalizzato della corrente a tutti gli ospiti del campo di Brescia è morto.
Rprendiamo il testo comparo su "Qui Brescia":


Non ce l’ha fatta il piccolo Tommaso, un anno e mezzo, il piccolo rom gravemente malato dalla nascita, entrato suo malgrado nella polemica che ha visto contrapposti il comune di Brescia e le famiglie nomadi residenti nel campo di via Orzinuovi.

Il piccolo si è spento lunedì alle 14 all'ospedale Civile, dove era stato ricoverato il 15 febbraio dopo lanotte di tensioni fra i Sinti e l'amministrazione comunale, quando le sue condizioni si erano aggravate.
La famiglia, dopo che era stata staccata la corrente elettrica al campo, a seguito del mancato trasloco all’area di sosta di via Borgosatollo, aveva annunciato la volontà di sporgere denuncia nei confronti del comune.
L’elettricità era stata sospesa dalle 19,25 alle 21,40 in tutto il campo, sia alle famiglie morose sia a quelle in regola.
La roulotte in cui viveva la famiglia di Tommaso, che veniva aiutato a respirare con un apparecchio sanitario, rimase così senza corrente. Il bambino si aggravò improvvisamente e venne poi ricoverato d’urgenza il mattino successivo. 
I funerali del piccolo sono fissati per mercoledì al campo nomadi. 

lunedì 18 aprile 2011

Per festeggiare il primo maggio - serata in strada al Carmine - Brescia

Contro il nucleare, per l'acqua bene comune, a
difesa di studenti, lavoratori, pensionati!
Sabato 30 aprile 2011 dalle 18.00 alle 22.00
via Battaglie (incrocio via Pile/via Flli Bandiera) Brescia
Una serata in strada per salutare la festa dei lavoratori:
gastronomia popolare e musica con Jean Luc Stote

 

Sarà presente Giorgio Cremaschi

 

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giovedì 14 aprile 2011

mercoledì 13 aprile 2011

La pedagogia nazista della giunta comunale di Brescia verso Rom e Sinti.

I Sinti di via Orzinuovi, a Brescia,  vivono da generazioni nella città e in Lombardia.
Quattro anni fa l’amministrazione di centrosinistra portò loro una proposta apparentemente allettante: vi spostiamo di 300 metri, per pochi mesi avrete disagi e verrete  privati delle fognature, ma poi vi saranno consegnate casette dotate di ogni comfort, costruite con finanziamento regionale. Una volta costruite le casette, l’amministrazione comunale, con la scusa di pregressi debiti con l’azienda elettrica, congelò la consegna delle nuove abitazioni.
Nel maggio 2008 il centro destra vinse le elezioni, e subito si diede da fare per realizzare il programma sbandierato in campagna elettorale: Brescia entro due anni avrebbe dovuto essere “zigeunerfrei”, liberata dalla presenza degli zingari. Alcuni insediamenti rom furono così smantellati. Rimane memorabile l'osceno brindisi del vicesindaco Rolfi e di altri dirigenti leghisti sulle macerie delle baracche abbattute.
Per quanto riguarda i Sinti bresciani la giunta leghista tolse definitivamente ogni prospettiva di accesso alle casette cambiandone la destinazione d’uso.                            Contemporaneamente iniziò un forte pressing sui SInti affinché se ne andassero dal territorio comunale. Fu istituito un tavolo di trattative presso la prefettura ,e dopo mesi di incontri sembrò realizzarsi una soluzione accettabile: una microarea per una famiglia allargata nel comune di Guidizzolo (Mn), acquistata dall’immobiliare del comune e rivenduta ai Sinti con un mutuo. Come era prevedibile, mentre la Lega di Brescia spingeva per farli uscire, quella  di Guidizzolo ergeva barricate contro i Sinti in arrivo, fino a vietare case mobili  nell’area fabbricabile a loro destinata. Risultato: tutto azzerato con l’ennesima truffa di circa tremila euro già versati dalle famiglie come caparra e mai restituiti.
Il 24 settembre 2010 il consiglio comunale, con votazione bipartisan (un solo voto contrario, quello della consigliera di sinistra arcobaleno, e l’astensione di un consigliere PD), delibera che il campo sinti di via Orzinuovi venga chiuso entro l’agosto 2011. La deliberazione non contiene alcuna indicazione  sul destino degli abitanti del campo, e lascia quindi carta bianca alla Giunta leghista su come procedere.
Dopo un mese ai Sinti viene sottoposto un sedicente “patto di cittadinanza, che in sostanza è una accettazione incondizionata della volontà del comune di allontanare dal campo tutti i Sinti. Vale la pena di leggerne un paio di  passi :   
- Cominciamo dallo stesso nome del documento “PATTO DI CITTADINANZA” come se i Sinti, a Brescia e in Lombardia da sei secoli, fossero dei marziani da sottoporre a condizioni per acquisire i diritti di cittadinanza.
- La premessa del Patto così recita “si prevede che […]. il Comune proceda alla chiusura del campo di via Orzinuovi per  fronteggiare la situazione di precarietà e di degrado di alcune zone della città e la diffusa percezione di insicurezza e frustrazione di molti abitanti…”[   ]in altre parole il comune di Brescia decide di chiudere il campo dei Sinti e di cacciarli tutti perché costituiscono motivo di insicurezza, degrado e precarietà per i quartieri della città.  Un bel complimento non c’è che dire. La ciliegina sulla torta razzista arriva però all’articolo 1 del patto dove si legge testualmente “le premesse sono parte integrante del presente accordo”. Vale a dire che i Sinti, nel sottoscrivere il “patto di cittadinanza”, hanno convenuto che loro stessi sono fonte di insicurezza e degrado per la città.
Nel patto sottoscritto viene stabilito che i Sinti dovranno andarsene, a partire da febbraio, entro l'agosto 2011. A fine di dicembre  gli emissari del comune intimano a tre famiglie di uscire dal perimetro che delimita il campo di via Orzinuovi, in attesa del loro definitivo trasferimento nell’area di via Borgosatollo,  abitata dai rom Kosovari – vittime a loro volta, nel 1999, della pulizia etnica attuata dagli albanesi con la protezione della cosiddetta “comunità internazionale”, con l'Italia del bombardatore D'Alema in prima fila, e poi truffati dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra con la promessa di poter usufruire per trenta anni dell'area loro destinata, dietro versamento di una cifra complessiva di forse centomila euro. Almeno essi hanno pubblicamente sostenuto questo, anche se di questo accordo e di questi versamenti essi non posseggono documentazione scritta.
Le tre famiglie sinte destinate all' “esilio”, però, non vogliono e non possono uscire dal recinto del campo, e sostare sia pur provvisoriamente all'esterno, in una zona dove non ci sono allacciamenti elettrici adeguati: l’elettricità è indispensabile per alimentare respiratori artificiali per due bambini del campo, uno di 15 mesi e  l'altro di 6 mesi, affetti da gravi patologie cardio-respiratorie. Ed uno di essi appartiene per l'appunto ad una della famiglie "espulse".
Il vicesindaco Rolfi (leghista) però non sente ragioni, ed il 13 febbraio intima alle tre famiglie di lasciare il campo entro le 18, pena il taglio dell’elettricità a tutti gli abitanti dell’area (più di 100 persone). Le famiglie colpite dal bando non si spostano ed alle 19,30 scatta la punizione: l’intero campo piomba nel buio.
Dopo pochi minuti i due bambini, privati dell'ausilio delle macchine, danno forti segni  di difficoltà respiratoria, ed il più piccolo viene ricoverato urgentemente in ospedale .
La risposta dei sinti è un misto di esasperazione e rabbia. Sulla strada statale  che costeggia il campo danno fuoco ad alcune loro roulotte, il traffico viene bloccato, i vigili del fuoco impiegano più di due ore per domare le fiamme. Il giorno dopo il vicesindaco, sostenuto nelle sue gesta da giunta e Sindaco, insulta i Sinti, accusandoli di strumentalizzare i bambini ammalati.
Di fronte alle varie manifestazioni di solidarietà ed all'intervento della stampa e della televisione nazionali, la giunta comunale sembra voler abbandonare gli atteggiamenti muscolari. Ma è solo apparenza: dall’inizio di febbario infatti, con un tempismo paradossale, proprio mentre si dava inizio alle procedure di evacuazione del campo, i tecnici comunali avevano finalmente completato la realizzazione di un blocco di sei bagni, che però sono ancora recintati e chiusi con divieto di utilizzo.
E qui c’è il nuovo ricatto: i bagni verranno resi disponibili  alla comunità solo quando le famiglie bandite se ne saranno andate. Nell’attesa i servizi igienici restano all’aperto fra arbusti e alberi, i bambini sinti continuano ad essere in pericolo grazie alla pedagogia di stile nazista della giunta di Brescia, supportata nei fatti da quasi tutta l’opposizione che ha votato per la chiusura del campo e che fa a gara con la Lega su chi è più efficiente a ripulire Brescia dagli «Zingari».
Rielaborazione non autorizzata di un contributo di Luigino Beltrami. La redazione del blog è dunque responsabile del contenuto sopra esposto.

martedì 12 aprile 2011

25 aprile 2011 - Pastasciuttata antifascista - Corteo antifascista

Passo passo si è arrivati a proporre l'abolizione della XII disposizione finale della Costituzione che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista sotto qualsiasi forma. Alla faccia di chi sostiene che l'antifascismo è obsoleto.
Per tenere in buona forma lo spirito antifascista l'appuntamento è al Carmine il 25 aprile.
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Ma il Carmine e via Fratelli Bandiera nello stesso giorno vedranno una iniziativa antifascista di più lunga durata, a cura della sezione Caduti di Piazza Rovetta dell'Anpi: dalle 12.00 alle 21.00 si potrà godere della gastronomia popolare e di musica in strada per festeggiare la liberazione dal fascismo. Dalle 15.00 alle 18.00 i "Parabonzibonzibò" in concerto.
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Le foto della giornata antifascista

venerdì 8 aprile 2011

Le brigate della solidarietà attiva presentano il libro "Voi li chiamate clandestini"

Domenica 17 aprile
CASA DELLA SINISTRA
Via Eritrea, 20
BRESCIA

BRACCIANTI DEL XXI SECOLO

ore 18.00
incontriamo le
BRIGATE DELLA SOLIDARIETÀ' ATTIVA
con Giuliano Ciapetti - BSA Toscana

ore 19.30
cena
per il finanziamento dei progetti delle brigate
Per prenotazione cena tel. 030-2411021; 3351621969

ore 20.30
incontro con l'autore
Antonello Mangano
"Voi li chiamate clandestini"
Chi e come produce ciò che abbiamo nel piatto?

 

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Corteo antimilitarista, antispecista, internazionalista, contro exa - Sabato 9 aprile 2011

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La batteria di percussionisti conclude la manifestazione in Piazza Loggia,

giovedì 7 aprile 2011

Emergency al ctm di rezzato martedì 12 aprile

Al CTM di Rezzato martedì 12 aprile Cecilia Strada e Maso Notarianni presentano i manifesto e la nuova rivista di Emergency.
 
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sabato 2 aprile 2011

Il forum antirazzista - il cuore di luce, la gru, la città - scrive al prefetto

Al Prefetto della provincia di Brescia
e p.c.
Al Questore di Brescia
Al Sindaco di Brescia

Siamo un gruppo di cittadine e cittadini, donne e uomini, aderenti e non ad associazioni e partiti, che a vario titolo hanno partecipato alle mobilitazioni dei migranti del recente passato a Brescia, o che semplicemente condividono la legittimità della richiesta di riconoscimento dei diritti umani fondamentali che quelle lotte implicitamente ed esplicitamente avanzavano. Ci siamo costituiti nel “Forum antirazzista – Il cuore di luce, la gru, la città”.
Con la presente istanza intendiamo sottoporre alla sua attenzione la situazione, di certo a lei nota, di grave disagio alla quale sono sottoposti i migranti rimasti “impigliati” nelle ambiguità e nella scarsa trasparenza delle procedure previste dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102, nota come sanatoria colf e badanti 2009, disagio nella loro condizione esistenziale sempre più acuto, nonostante l'evoluzione nettamente favorevole del quadro legislativo e giurisprudenziale.
È pure noto che l'applicazione rigida della legge stessa, anche nei confronti di chi non avesse subito intoppi più gravi, comportava per i richiedenti, provenienti, ricordiamolo, da una condizione che la legislazione italiana aveva, immediatamente prima, codificato come reato penale, l'emersione forzata dalla “clandestinità”, tramite una vera e propria autodenuncia. Essi, dal momento della richiesta, venivano immessi in una condizione indefinita, che è durata dal momento della presentazione dell’istanza di emersione (settembre 2009) fino alla data di convocazione (anche dopo un anno e mezzo). Gli stranieri in attesa di perfezionare il procedimento si sono trovati in questo limbo senza garanzie, una condizione in cui è impossibile iscriversi al Servizio Sanitario nazionale, impossibile uscire dall'Italia e rientrarvi; impossibile, in caso di licenziamento, iniziare una nuova attività lavorativa; impossibile il riconoscimento dei pagamenti contributivi effettuati fino ad allora dal datore di lavoro; impossibile l’accesso ad alcuni diritti essenziali nel lavoro, quali la malattia, l’infortunio, le ferie.
Mantenere in questa condizione coloro che hanno fatto ricorso contro il rigetto della loro domanda da parte delle autorità amministrative significherebbe quindi protrarre la loro "attesa" nel girone degli "aspiranti regolarizzati" per ancora lungo tempo.
Ora, rispetto alla evoluzione positiva del quadro giuridico in cui si colloca la poszione di queste persone, si deve ricordare da un lato il decorrere del termine (il 24 dicembre 2010) per il recepimento della Direttiva del Parlamento e del Consiglio Europeo del 16 dicembre 2008 n. 2008/115/CE (recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare). Questo fatto ha indotto, ad esempio, la procura di Brescia ad esprimere pubblicamente il proprio orientamento contrario a dare ulteriormente corso al perseguimento di reati, che in base a tale direttiva non sono più tali. Dall'altro lato la nota sentenza del Consiglio di Stato del 25 febbraio 2011 ha accolto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento amministrativo di rigetto della domanda di emersione dal lavoro irregolare, in considerazione della gravità del danno subito dai soggetti interessati.
Ora la questione che si pone alla S. V. nello specifico è esattamente questa: quali sono i provvedimenti che il suo ufficio intende assumere, affinché le persone in attesa possano uscire da quella condizione di grave danno alla loro situazione personale, alla quale l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato fa riferimento?
A tale riguardo è contraria alle motivazioni della sentenza cautelare del Consiglio di Stato la prassi, adottata in Italia da alcune Prefetture e Questure, di ritenere ancora pendente la domanda di emersione, lasciando in questo modo gli stranieri in un regime di non espellibilità, in attesa dell’eventuale convocazione, che però potrebbe arrivare solamente dopo le pronunce di merito dei giudici amministrativi; prolungando in tal modo quella condizione di “limbo” alla quale si faceva riferimento più sopra.
Inoltre la suddetta prassi, lasciando senza nessuna copertura esplicita formale – leggi “pezzo di carta” - le singole persone, le lascerebbe ancora completamente esposte all'arbitrio di comportamenti difformi tra le diverse figure di “pubblici ufficiali”, con diversa dipendenza gerarchica, la quale a volte comporta un potente condizionamento da parte dell'orientamento della autorità politica locale. Da quanto ci risulta non stiamo parlando di possibilità teoriche, ma di dati di fatto non infrequenti, in cui la difformità di comportamenti lede il principio costituzionale generale della unità giuridica in senso ampio, e della parità dei diritti, principi generali della nostra Costituzione che nessuna autorità locale può violare.
A noi pare che la soluzione più adatta e sensata potrebbe essere quella di concedere a chi si trova in attesa del giudizio di merito, un permesso di soggiorno temporaneo per motivi di lavoro, valido fino all’esito del ricorso, o, quantomeno un permesso di soggiorno per motivi di giustizia che permetta lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Sicuri del suo interessamento, voglia gradire i nostri distinti saluti.
Brescia, 01/04/2011
Il Forum antirazzista – Il cuore di luce, la gru, la città
c/o Via Cassala 34
25126 BRESCIA tel. 3456528718

Sottoscrivono
Beatrice De La Vega, Agnese Micheletti, Ave Giangrossi, Mario Gritti, Massimo Ciampolini, Laura Alghisi, Marina Corti, Marco Fenaroli, Gisella Bottoli, Francesca Cherubini, Luciana Sossi;
Donatella Albini, consigliera comunale di Brescia per il Gruppo Arcobaleno;
il Centro Sociale 28 maggio di Rovato;
le Brigate Solidarietà Attiva;
i Cobas;
la segreteria della Cgil;
Pdci;
Prc;
Federazione della Sinistra;
Psi
SEL

 

Qui sotto alcune immagini e rumori della protesta dei migranti il 5 febbraio 2011, dopo la risposta di totale chiusura da parte della Prefettura.