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venerdì 21 dicembre 2012

La "mossa" di Monti: contro Berlusconi e Bersani o gioco delle parti contro i referendum?

L'astuto professore, dopo aver dichiarato che lo sgambetto dei berluscoidi era "gestibile", poche ore dopo scopriva che si trattava di un affronto intollerabile e correva al colle a rassegnare le dimissioni. Dopo di che, incurante delle moine della mummia di Simulaun rediviva, in coppia con l'ineffabile Napolitano, dava il via ad una vera e propria gara per chiudere il parlamento prima di Natale. Qualcuno ha capito il perché? No? Ve lo spieghiamo noi: se le camere chiudono prima del 31 dicembre saltano tutti i referendum: articolo 18 (libertà di licenziamento), articolo 8 (corsa all'abbandono del contratto nazionale dei lavoratori), pensioni (la macchina del lavoro perpetuo inventata dalla Fornero). Tutti d'accordo, a questo punto: come un sol uomo Monti, Berlusconi, Bersani, Napolitano lasciano cadere ogni maschera ed ogni pudore e vanno a votare col Porcellum, etichetta che appartiene a tutti loro. E come potrebbero correre il rischio che la volontà popolare, come per l'acqua, smentisca tutte le porcherie votate quasi all'unanimità dal parlamento? Meglio chiudere baracca e continuare il gioco delle parti.
In questa truffa Rifondazione scrive al prefetto, un gesto simbolico per smascherare lo sporco gioco:

Al prefetto di Brescia
Dott.ssa Narcisa BRASSESCO PACE

Egregio signor Prefetto,
con la presente intendiamo sollecitare il suo interessamento affinché rappresenti agli organi superiori, in particolare al Ministro degli interni, al presidente del consiglio ed al presidente della repubblica, la nostra preoccupazione per il precipitare della situazione politica nazionale, con un inusitato ed incomprensibile ricorso alle elezioni anticipate di pochi mesi e per motivi che appaiono assolutamente poco trasparenti.
Sottolineiamo che la nostra posizione politica è sempre stata chiarissima su questa questione: secondo noi le elezioni politiche anticipate sarebbero state sacrosante un anno fa, alla caduta del governo Berlusconi. Allora si sarebbe dovuta sentire l'esigenza di dare voce ai detentori della sovranità, secondo il dettato costituzionale. Invece sappiamo bene come è andata.
Diciamo questo per rispondere anticipatamente ad obiezioni tendenziose, non certamente provenienti da lei, in ordine a questa nostra contestazione: non siamo certamente noi a voler evitare il ricorso alle urne; ma diciamo francamente che questa concitazione a voler chiudere la legislatura prima della fine dell'anno appare per lo meno sospetta.
Infatti – sarà certamente un caso – i tempi dettati dal presidente del consiglio ed il variopinto gioco delle parti hanno come conseguenza l'irruzione del processo di scioglimento delle camere nel percorso finale della raccolta delle firme per i referendum su argomenti che riguardano da vicino la vita dei cittadini, quali sono la richiesta di referendum abrogativo di alcune norme sul licenziamento e sui contratti collettivi dei lavoratori e di altri quesiti refrendari sulle pensioni.
I promotori dei referendum a livello nazionale si sono già attivati per interessare con una lettera il presidente della repubblica, affinché si faccia carico del fatto che la volontà espressa da centinaia di migliaia di sottoscrittori della richiesta di referendum non venga vanificata. Di questa lettera alleghiamo la bozza che ci è stata fatta pervenire dai promotori nazionali dei due referendum sul lavoro, i soli che al momento rimangono in campo, essendo il traguardo delle firme necessarie vicinissimo se non già superato.
Ben consci che su questo argomento i suoi poteri di intervento sono molto limitati, chiediamo però, come detto in premessa, che tramite lei giunga alle sfere superiori la cognizione che anche nei territori è grande lo sconcerto per quello che potrebbe essere visto come uno scippo di democrazia. Basti pensare che la nostra organizzazione, indipendentemente dalle altre organizzazioni che stanno raccogliendo le firme, in provincia di Brescia ha superato ad oggi le 1.500 firme per ciascuno dei due referendum, per i quali si continueranno a fare tutti gli sforzi politici e legali affinché vengano svolti regolarmente, a norma della Costituzione.

Distintamente

Il segretario provinciale

Fiorenzo Bertocchi

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