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mercoledì 12 ottobre 2011

Si comincia bene!

COMUNICATO DEI GC SULL’AGGRESSIONE VERBALE SUBITA DAI COMPAGNI AL CORTEO STUDENTESCO DA PARTE DI UN CAPETTO DEL KOLLETTIVO

A quanto pare le mobilitazione studentesche a Brescia non appartengono a tutti gli studenti indignati, ma solo al Ksl. La mattina di venerdi 7 ottobre è stata per i compagni dei GC presenti nel corteo un susseguirsi di richieste, prima più tranquille ed educate poi al limite dell’aggressione, di non mostrare la bandiera dell’organizzazione di cui fanno parte, cioè Rifondazione Comunista. Conosciamo bene le posizioni di autonomia e antipolitica del Kollettivo, ma mai avremmo pensato potessero giungere al fanatismo di voler monopolizzare con tutti i mezzi una manifestazione che in teoria dovrebbe essere aperta e di tutti, ma che loro considerano propria. La mobilitazione del 7 ottobre era infatti nazionale e non può essere di proprietà privata di chi ha convocato il corteo. Se un primo tentativo di volerci privare della nostra identità si è risolto in una pacifica discussione, il secondo, portato in atto da un capetto del Ksl, ha avuto invece i caratteri di una vera e propria aggressione autoritaria: insulti al compagno che aveva la bandiera, intimidazioni e volgari minacce. Al nostro tentativo di discutere civilmente abbiamo avuto in risposta solo grida e atteggiamenti stizziti, fino alla minaccia vera e propria, quando costui, dopo che un compagno aveva definito questo atteggiamento “fascismo”, gli si è parato davanti sfidandolo a ripeterlo e pronto ad aggredirlo. Respingiamo con forza questi atteggiamenti autoritari così come respingiamo la volontà del Ksl di appropriarsi di tutti gli studenti in piazza vietando qualsiasi simbolo che non sia il loro, e ribadiamo la necessità di un fronte che sia aperto e democratico e che individui i nemici nei capitalisti in tutte le loro declinazioni, e non nei compagni. Per quanto ci riguarda, in quanto marxisti continueremo a lavorare per l'unione delle lotte dei lavoratori e degli studenti e per la creazione di un'alternativa al capitalismo. E, a differenza di qualche capetto autoritario, continueremo a rispettare tutti i compagni.

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