Il capitalismo è in crisi, fuori di ogni dubbio. Ma, dentro la crisi, i marpioni locali, nazionali e mondiali, quasi a conferma del detto "Giove acceca chi vuol perdere", continuano imperterriti sulla strada che ha portato all'orlo del baratro e che può portare alla catastrofe. Anzi, quasi come fecero i faccendieri al tempo del terremoto dell'Aquila, sembrano ridersela, leccandosi i baffi in vista dei giganteschi affari che la crisi può procurare a qualcuno. Naturalmente a scapito degli altri.
Contro la grande rapina globale del "debito", che non è altro che una grassazione a mano armata da parte degli "investitori istituzionali" globalizzati ai danni della generalità delle popolazioni, è in fermento anche in Italia una serie di iniziative.
Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra hanno lanciato una raccolta di firme per una "patrimoniale subito" che per lo meno ripartisca con un minimo di equità il prelievo immediato che il governo italiano ha fatto dalle tasche degli italiani; naturalmente stando bene attento a continuare a "non mettere le mani nelle tasche" dei cittadini che interessano a lui: più sono ricchi e meno Berlusconi e Bossi li fanno pagare.
Qui sotto potete scaricare il volantino riassuntivo che Prc e FdS hanno preparato a sostegno della raccolta di firme
Qui sotto potete scaricare il modulo per la raccolta delle firme
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