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mercoledì 30 giugno 2010

Pomigliano non si piega


Nonostante i ricatti, la pressione unanime dei padroni, della stampa, di quasi tutti i partiti, dei sindacati "collaborazionisti", la maggioranza degli operai di Pomigliano si è rifiutata di soggiacere al diktat della FIAT, come viene ribadito dal comunicato del circolo PRC FIAT Auto Avio di Pomigliano.
Accogliendo il loro invito, Rifondazione Comunista di Brescia si impegna a diffondere l'appello dei compagni riprodotto qui a fianco (battere qui o sulla immagine per scaricare il file pdf). Dopo il volantinaggio del 22 giugno, giorno del referendum-truffa, molto ben accolto dagli operai della OM, proseguiremo con altri volantinaggi ed altre iniziative di sostegno alla resistenza operaia contro il tentativo di approfittare della crisi per peggiorare drasticamente le condizioni di vita della classe operaia e di gran parte della popolazione.

martedì 22 giugno 2010

Ad Azzano Mella iniziati gli sgomberi di forza per sfratto

Un operaio saldatore della Stefana residente ad Azzano Mella, licenziato per la crisi, è stati sfrattato oggi 22 giugno dai carabinieri di Bagnolo Mella e di Verolanuova accorsi in forze (si parla di cinque camionette). Dodici persone che facevano contrasto allo sfratto sono state fermate, fra cui una, minacciata di arresto immediato presso la caserma di Bagnolo, è stata poi rilasciata.
Nella piazza del Comune di Azzano è stata montata una tenda, e si sta tentando una mediazione col sindaco.


Al momento dello scioglimento del presidio la situazione sembra tamponata, con con il reperimento di una soluzione almeno temporanea.
Sopra:foto sul presidio
Sotto:filmato davanti al "municipium" di Azzano Mella

Da Pomigliano a Brescia?


La Fiat è all'attacco. Dopo la marcia dei quarantamila (in realtà 15.000) che nel 1980 chiuse definitivamente la partita a Torino (ed in Italia)rispetto al ciclo delle lotte operaie (e studentesche) nate nel '68, ora la Fiat tenta lo sfondamento generale sul fronte del lavoro e dei diritti, facendo bordone a Berlusconi che è all'attacco generalizzato della Costituzione, con la cancellazione anche formale del significato sociale e "generale" che anche le imprese private dovrebbero conservare, in base all'articolo 41 della Carta Fondamentale della Repubblica italiana.
Partendo dal miraggio del ritorno in Italia della fabbricazione della Panda (ahimè per i polacchi, che a suo tempo avevano accolto la Fiat come il nuovo messia), la Fiat va all'attacco dei diritti di base. Oggi stesso, 22 giugno, giorno del referendum-truffa a Pomigliano, Rifondazione Comunista ha volantinato davanti ai cancelli della Fiat-Iveco. A lato il testo del volantino.

venerdì 18 giugno 2010

Montichiari sabato 19 giugno ore 16.30 - manifestazione contro la Giunta fascistoide


Nella insana staffetta che le amministrazioni lego-fasciste della provincia di Brescia hanno messo in piedi per giungere al traguardo del razzismo istituzionale compiuto, e dove ogni partecipante si ingegna per battere chi lo ha preceduto nel fare la sparata più grossa - ahimè, che fine distorta ha fatto lo slogan più accattivante del '68 "la fantasia al potere" -, è suonata l'ora di Montichiari.
Per la verità l'ora di Montichiari è suonata da un pezzo, e già vi è stata una mobilitazione il primo maggio e sabato 12 giugno davanti alla prefettura.
Domani, sabato 19 giugno, alle ore 16.30, si replica, con una manifestazione davanti al Municipio di Montichiari. Il duo Zanola-Rosa è recidivo, fino al punto da lasciare lettera morta, sembra, perfin le sentenze della magistratura. Dicono le vittime dei soprusi che in comune si sprecano le affermazioni esplicite della volontà della Amministrazione di umiliare e scacciare chi non è "autoctono", fino al caso della donna alla quale è stato rotto un braccio - ma, dice il razzista, il braccio rotto è la prova che quel braccio ha fatto resistenza al pubblico ufficiale, sennò come faceva a rompersi?.
La novità politica sembrerrebbe essere quella della adesione ufficiale alla manifestazione, promossa dal Coordinamento antirazzista di Montichiari, anche dei "partiti istituzionali", Partito Democratica ed Italia dei Valori, che firmano insieme a Rifondazione Comunista il volantino qui a fianco. Che sia il segno che anche PD e IdV si stanno rendendo conto che ogni livello di guardia è stato superato, e che si possono fare iniziative insieme al "movimento"?
Ed il "movimento" sarà disposto ad accettare questa novità, o prevarranno le esclusioni pregiudiziali, magari giustificate con i timori non del tutto peregrini di strumentalizzazione da parte dei "partiti"?
Chi vivrà vedrà.

mercoledì 16 giugno 2010

La presentazione del libro di Ferrero ed attivo del giorno 11 giugno

Riprendiamo l'articolo di Bresciaoggi

L’ANALISI. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista ha presentato il suo libro «Quel che il futuro dirà di noi» da Rinascita

«Democrazia in crisi ma richiesta dai cittadini»

Thomas Bendinelli

«La scena politica italiana è molto condizionata dal bipolarismo che riduce gli spazi di chi non si allea»

  • Domenica 13 Giugno 2010
  • CRONACA,
  • pagina 12
L’ex ministro Paolo Ferrero «Quel che il futuro dirà di noi». Già nel titolo del libro del segretario di Rifondazione comunista Paolo ferrero si comprendono i termini del problema. La sinistra parlamentare è scomparsa, «dissolta» scrive ferrero, e si tratta di capirne le cause, auspica, soprattutto, di provare a costruire un percorso e pratiche per fare in modo che torni a contare in futuro.
Nel libro - edito da «Derive & Approdi» e presentato alla libreria Rinascita - ferrero parte dalla necessità che la sinistra sia in grado di ricostruire autonomia politica e culturale. Il che significa «essere in grado di litigare con la destra politica, ma anche con i poteri forti». Messa in battuta, non c’è solo Silvio Berlusconi, c’è anche l’amministratore della Fiat Marchionne.
ferrero parte da una premessa, ovvero dal fatto che che «la vittoria dell’avversario di classe» non è una parentesi, è qualcosa che va indietro nel tempo. Per ferrero, ex operaio Fiat, almeno dai primissimi anni Ottanta. Il tratto comune di questa sconfitta è dato dalla riduzione delle politiche di welfare e del potere d’acquisto dei salari.
SULL’ANALISI della sconfitta il leader di Rifondazione è netto: il liberismo è stato in grado di dare una risposta devastante al ciclo di lotte degli anni Settanta. I temi della libertà dell’individuo e del lavoro non vincolato alla catena, così come le istanze del movimento delle donne, sono stati «inglobati e mercificati».
La questione per ferrero è come riappropriarsi di questi valori. Sulla democrazia: «È in crisi, ma c’è grande richiesta - afferma -. Dobbiamo dare efficacia alla democrazia nelle scelte economiche». Sull’esplosione dell’individuo: «È un dato positivo - osserva -. Il comunismo, come diceva Marx, è l’individuo realizzato». L’alternativa non è tra collettività e individuo, ma su come «il pubblico», inteso come spazio non mercificato, sia in grado riconoscere l’individuo. Sulla crisi economica: «Va bene la critica alla manovra - rileva Ferreo -, ma non ci si può limitare, come dice il segretario della Cgil Epifani, a chiedere politiche per lo sviluppo perchè c’è il tema dell’ambiente».
ferrero invita a non usare il termine decrescita, che pure è in atto anche se non volontaria, ma quello di «demercificazione», concetto che riguarda l’affrancamento dalle merci e da un certo modello di consumo ma immagina anche relazioni e attività che nel Pil non troveranno mai spazio.
Nella sua analisi la situazione politica italiana. Convinto dell’impossibilità di alleanze sui temi delle politica economica con un centrosinistra subalterno alle logiche del liberismo, il leader di Rifondazione apre ad alleanze che abbiano come presupposto la difesa della Costituzione e la modifica della legge elettorale. «Fino a quando ci sarà il bipolarismo gli spazi saranno ridotti - afferma -. Se in Germania la Linke è arrivata al 12 per cento è anche perché ha potuto presentarsi alle elezioni con una propria identità». In Italia invece c’è la logica per cui o ci si allea con Mastella o si sta da soli e ci si condanna all’inutilità. «Anche a destra - osserva - c’è un’area moderata che ha diritto di esprimere il proprio voto senza ritrovarsi alleato di Borghezio».

Al termine della presentazione Paolo Ferrero e la delegazione di Rifondazione Comunista si sono recati al presidio indetto in piazza Rovetta dalla associazione di amicizia Italia-Palestina ed hanno espresso la loro solidarietà alla causa palestinese.





Alla sera infine un partecipato e serrato dibattito col segretario nazionale presso la sede della Federazione.
Qui sotto alcune immagini scattate dal compagno Leonardo Baratto.

Infine qui sotto il passaggio relativo alla proposta di "alleanza col diavolo" per sconfiggere il disegno eversivo di Berlusconi e battere il bipolarismo durante la presentazione del libro a Rinascita:

mercoledì 9 giugno 2010

No alla barbarie galoppante - presidio a Montichiari giovedì 10 giugno ore 18 piazza del comune

Ieri Emilia si è recata in comune per chiedere delucidazioni sulla residenza del fratello, ma qui come sempre è stata trattata con poco rispetto. Le hanno detto che il vicesindaco non riceveva, nonostante abbia ricevuto tutte le persone prima di emilia. Emilia si è seduta, e ha aspettato, dicendo che il vicesindaco doveva riceverla visto che aveva ricevuto tutti. Ad un tratto sono intervenuti i solerti vigili di Montichiari che in un delirio di onnipotenza hanno deciso che emilia andava portata in centrale. Uscita dal comune emilia si è rifiutata di salire sulla gazzella se prima non le dicevano di cosa era accusata. Nel tentativo di caricarla in macchina un vigile l'ha scaraventata a terra e ammanettata, torcendole un braccio. Emilia è stata trattenuta ore nella postazione dei vigili, senza poter ricevere cure, e quando è stata fatta visitare, i dottori le hanno ingessato il braccio. Riportata in caserma è stata trattenuta ancora in una stanza chiusa a chiave, senza acqua ne cibo. Si è rifiutata di firmare tutte le carte che i vigili volevano obbligarla a firmare, ed infine è stata rilasciata con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. E il gesso al braccio. Emilia è parte attiva delle mobilitazioni antirazziste che stanno attraversando Montichiari in questi tempi. Giovedi 10 giugno dalle ore 18 alla piazza del comune di Montichiari il coordinamento antirazzista di Montichiari chiama alla mobilitazione. Presidio per portare solidarietà ad Emilia e dire basta a politiche razziste e abusi di potere ai danni dei migranti.

martedì 8 giugno 2010

11 giugno 2010 - due appuntamenti con Paolo Ferrero

Ore 17.30
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
di
Paolo Ferrero
Venerdì 11 giugno 2010
ore 17.30
presso la sede della libreria in via Calzavellia, 26
Brescia
Introduce
Fiorenzo Bertocchi – Segretario Provinciale della Federazione di Rifondazione
Comunista di Brescia
a seguire
intervista – dibattito con l'autore
conduce
Daniele Piacentini – Giornalista

Ore 20.45
ATTIVO CON
PAOLO FERRERO
APERTO A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI
venerdì 11 giugno 2010
ORE 20:45
Federazione Prc di Brescia
via Cassala 34 – angolo via Eritrea, Brescia

lunedì 31 maggio 2010

L'attacco ai pacifisti atto criminale di Israele

ORE 19 ASSOCIAZIONE ITALIA - PALESTINA DI BRESCIA

PRESIDIO PIAZZA ROVETTA CONTRO LA STRAGE PERPETRATA DA ISRAELE IN ACQUE INTERNAZIONALI E DIRETTA A COLPIRE LA FREEDOM FLOTILLA


La federazione di Brescia del PRC-SE invita tutti a partecipare al presidio.

Qui di seguito il comunicato del partito a livello nazionale

L'Attacco israeliano contro navi pacifiste è un atto criminale. Basta ipocrisie. Sanzioni contro Israele.

L'aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale. Un atto di terrorismo di stato, che non può rimanere senza conseguenze. Chiediamo l'immediata sospensione di ogni trattato di cooperazione economica, commerciale e militare, del nostro paese come dell'Unione Europea, nei confronti di Israele. Si prendano decisioni nette in sede internazionale di condanna e di sanzioni nei confronti di Israele. Si esiga l'immediata revoca del blocco della striscia di Gaza. Basta con la intollerabile politica dei due pesi e delle due misure che ha garantito ad oggi al governo israeliano la totale immunità nonostante una politica di guerra e oltranzista che ha reso vano ogni tentativo di accordo negoziale per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Rifondazione Comunista si impegna nelle prossime ore a mobilitarsi in questo senso e nell'esprimere il proprio cordoglio per le vittime del brutale massacro, ribadisce il proprio pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il free gaza movement, che attraverso l'invio di navi aveva l'obiettivo di denunciare al mondo l'immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.

Fabio Amato
Responsabile Nazionale Esteri PRC-SE

domenica 30 maggio 2010

Gli sfratti, le mense, la crisi e la Lega

La crisi generale, ampiamente prevedibile, od addirittura descritta da qualcuno nei suoi presupposti di fondo (vedi ad esempio l'intervento di Gianfranco Pala nel convegno “Quali sono le prospettive del comunismo nell'epoca della globalizzazione”, Brescia, 2001) da fantasma evocato o esorcizzato con scongiuri, come nel caso di Berlusconi, comincia ad assumere il volto di dramma immediato per fasce sempre più considerevoli della popolazione, ed in particolare si sta trasferendo, come è naturale, dalle proteste spettacolari e disperate rappresentate dagli operai sui tetti delle fabbriche, sulle gru e simili, alla vita immediata delle famiglie.
È ormai noto in tutta Italia il caso emblematico di Adro, con i bambini che il sindaco voleva, e continua a voler escludere dalla mensa; caso che rappresenta evidentemente solo la punta di un iceberg rispetto alla massa di famiglie, immigrate, ma anche italiane, che non riesce più a pagare la mensa per i figli.
Ora nella nostra provincia sta scoppiando il problema degli sfratti. Tra sfratti eseguiti dall'inizio dell'anno, e quelli previsti prossimamente, si viaggia verso le migliaia, con il dramma esistenziale moltiplicato per i membri della famiglia buttata sulla strada.
Contro questa faccia della crisi di sistema, che ripropone ancora una volta il fenomeno apparentemente assurdo di capacità produttive inutilizzate o distrutte, e di persone che son o rovinate e senza risorse persino per la pura sopravvivenza, a Brescia è attivo un “Comitato contro gli sfratti” nel quale svolge un ruolo trainante la “Associazione Diritti per tutti”.
Anche sulla spinta di questi soggetti, venerdì 28 maggio a Brescia decine di migranti che hanno perso il lavoro e che sono stati colpiti da sfratto esecutivo, tra cui un certo numero di nuclei familiari, insieme a molti antirazzisti, hanno occupato l’hotel Sirio, posto in via Capriolo. Infatti i migranti sono coloro che più di tutti subiscono la crisi, sono i primi ad essere licenziati, ad essere sfrattati, correndo il rischio di perdere anche il permesso di soggiorno. La legge Bossi –Fini, che subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, in tempo di crisi mostra tutti i suoi effetti razzisti e discriminatori.
Ma non sono solamente i migranti sotto tiro. Se ad Adro le famiglie colpite dal diktat della amministrazione comunale erano per la massima parte di migranti, invece tra le famiglie colpite da sfratto esecutivo la percentuale di italiani si avvia a rappresentare il cinquanta per cento del totale.
Nella giornata di Sabato 29 maggio, con l'intervento delle autorità, compreso il prefetto Dottoressa Brassesco, il problema immediato di coloro che hanno occupato l'Hotel Sirio è stato risolto, con un accordo in base al quale il locale è stato pacificamente sgomberato, e gli occupanti hanno trovato temporaneamente una soluzione dignitosa.
Il partito della Rifondazione Comunista esprime il suo sostegno a questa lotta per la casa, che costituisce uno dei beni primari al quale tutti hanno diritto, e che dovrebbero essere già ora garantiti in base alla Costituzione; ma non può tacere sul comportamento della Lega, che sia ad Adro, nella persona del sindaco Oscar Lancini, che a Brescia, nella persona del vice-sindaco Fabio Rolfi, mostra senza veli quale è il vero collante della Lega: la difesa degli interessi di chi possiede. Per chi non ha, nessuna pietà; anzi, il fastidio, a volte esplicitato, verso gli interventi di coloro che, magari in nome della carità cristiana, o semplicemente della solidarietà umana, intervengono a mettere una pezza sulle situazioni più insostenibili. Ad Adro, intervenendo nella assemblea pubblica promossa in primo luogo dalla CGIL e da altre forze, tra le quali il nostro partito, il Sindaco Lancini, intervenendo in realtà fuori tempo massimo, ha dato prova ancora una volta di essere senza senso umano al di là di ogni immaginazione, arrivando persino a teorizzare che chi non è ammesso alla mensa perchè non ha i soldi per pagare non è discriminato, tanto è vero che lui - lui Oscar Lancini - conosce personalmente gente ricca sfondata di Adro che non manda i figli alla mensa scolastica, eppure non per questo si sente discriminato. E Rolfi, intervistato in televisione sui fatti dell'Hotel Sirio, aveva come unica preoccupazione quella di ribadire che la proprietà è l'unico faro della vita sociale.
A livello nazionale, intanto, di fronte alla manovra che si abbatte sui lavoratori e sulle classi popolari padane, oltre che italiane, la Lega è cieca e muta; ed il suo leader Bossi, che fino a qualche giorno fa lodava la lungimiranza di Tremonti che “ha tenuto i soldi per il momento del bisogno”, la butta sulla ... provincia di Bergamo, in difesa della quale sarebbe pronto addirittura a fare la guerra civile. Verrebbe da dirgli: “ma va là... sappiamo quale è lo slogan vero:
MACCHE' ROMA LADRONA, MACCHE PATRIA PADANA - QUEL CHE CONTA E' AVERCI LA GRANA”.

mercoledì 26 maggio 2010

L'omaggio della Federazione della Sinistra ai caduti di Piazza Loggia

Il partito della Rifondazione Comunista renderà omaggio ai Caduti di Piazza Loggia con una delegazione congiunta col Partito dei Comunisti Italiani, in rappresentanza della Federazione della Sinistra.
I compagni che ne hanno la possibilità sono invitati a trovarsi alle ore 9.00 in Piazza Rovetta per partecipare alla delegazione che sfilerà poi in Piazza Loggia.

iniziative per il 28 maggio

In vista del 28 maggio è previsto un presidio antifascista a partire dalle ore 20.00 della sera di giovedì 27. I compagni sono invitati a partecipare. Vai al volantino di convocazione.
Al pomeriggio di venerdì 28 maggio a partire dalle ore 15.00 si avranno una serie di iniziative intitolate "Piazza di maggio". Vai al volantino col programma.

martedì 25 maggio 2010

Formigoni sta buttando i soldi degli anziani non autosufficienti

Durante la sciagurata partecipazione al governo Prodi, come ben noto, Ferrero era Ministro della Solidarietà Sociale (mezzo ministro, malignava qualcuno). Altrettanto noto il disastro politico che, Bertinotti imperante, la partecipazione di Rifondazione Comunista a quel governo ha comportato per l'intera sinistra di alternativa e di classe: disillusione, scissione a sinistra e poi a destra, sconfitte elettorali a catena e progressive.
Eppure il ministro Ferrero almeno una cosa l'aveva fatta, anche se il nostro partito, recordman di autolesionismo e di autooccultamento, sembra essere il primo ad ignorarlo: una legge con finanziamenti statali non trascurabili alle regioni per il sostegno delle spese di assistenza ai disabili ed anziani non autosufficienti. Si calcola che per la Lombardia l'ammontare del finanziamento statale ammontasse 44 milioni per il 2008, 58 per il 2009. Ebbene, la regione Lombardia avrebbe destinato ad altri scopi circa la metà di questo finanziamento (vedi qui la dichiarazione di Luciano Muhlbauer del 4 febbraio 2010).
Ora Rifondazione Comunista, insieme ad altre realtà, promuove in Lombardia un legge di iniziativa comunale perché questi fondi siano destinati, tramite i comuni, al loro uso originario, cioè a sostegno dei sofferenti non autosufficienti e delle loro famiglie.
Alcuni comuni hanno già approvato la delibera. Occorre che essa sia approvata NELLA STESSA IDENTICA FORMA dal maggior numero possibile di comuni.
Qui trovate tutta la documentazione necessaria. Basta essere consigliere comunale e puoi proporla nel tuo comune. Ma, anche se non sei consigliere, puoi farla conoscere a qualche consigliere sensibile del tuo comune e convincerlo a proporla!
Per una documentazione più ampia vedi http://www.rifondazionebrescia.it/iniziative%20regionali/fondo-ferrero/fondo-ferrero-non-autosufficienze.html

martedì 18 maggio 2010

Un diluvio di firme per l'acqua bene comune

Dal 22 aprile è partita la raccolta di firme per i tre quesiti refendari proposti dal "FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA" (e quindi, tecnicamente, si tratta di tre referendum), che hanno una valenza autonoma ognuno per sè, ma che nel loro complesso formano una richiesta coerente di ripubblicizzazione dei beni comuni a partire dall'acqua. Questo è ciò che li differenzia dal referendum proposto da Di Pietro, che invece punta semplicemente a ristabilira la possibilità per gli enti locali (comuni e province) di mantenere la proprietà pubblica sull'acqua.
Difatti con le ultime leggi emanate, diventa obbligatorio per tutti la cessione ai privati dell'acqua, come di tutti i servizi (rifiuti, elettricità, metano, etc.), mentre Di Pietro chiede che ritorni in vigore la possibilità di scelta tra tre modalità: a) privatizzazione secca; b) società miste pubblico-privato, con funzionamento comunque privatistico-capitalistico; c) gestione pubblica - cosiddetta "in house" - a certe condizioni.
Rifondazione Comunista di Brescia è da sempre attivamente presente nel Comitato Bresciano Acqua, che da anni si riunisce di solito nella sede del MIR di via Milano, e sta impegnando direttamente le sue strutture a supporto di tutta l'attività di sindacati, associazioni, gruppi, partiti che stanno raccogliendo firme in tutta la provincia. In particolare la nostra sede di via Cassala 34 è uno dei due centri di distribuzione dei moduli e di futura raccolta, controllo e completamento burocratico degli stessi (l'altro è la CGIL). Finora nella nostra sede sono stati distribuiti circa 430 moduli - corrispondenti potenzialmente a circa 17.200 firme se completati senza errori -, ai più diversi soggetti: Cobas, Sdl, Acli, comitati locali, partiti, oltre che naturalmente ai nostri compagni nelle zone.
La raccolta firme segue le regole valide per la sottoscrizione delle liste nelle elezioni (vedi qui), con la sostanziale differenza che per i referendum i moduli di raccolta devono essere vidimati dal tribunale PRIMA della raccolta della firme. Senza la vidimazione preventiva sul modulo ancora in bianco, le firme raccolte sono TUTTE NULLE.
- Il soggetto promotore a livello nazionale è il FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA (vedi qui l'elenco degli aderenti tratto dal sito ufficiale del forum).
- Il primo dei nostri quesiti si intitola "Contro la privatizzazione del servizio idrico integrato" ed il modulo di raccolta firme è color blu. Vedi qui il testo del quesito.
- Il secondo dei nostri quesiti si intitola "Contro l'affidamento a società di capitali del servizio idrico integrato" ed il modulo di raccolta firme è color verde. Vedi qui il testo del quesito.
- Il terzo dei nostri quesiti si intitola "Contro il profitto nella gestione del servizio idrico integrato" ed il modulo di raccolta firme è color rosso. Vedi qui il testo del quesito.

Se ti interessa puoi trovare il testo del quesito di Di Pietro qui.

Una chiarificazine delle differenze tra il nostro referendum e quello di Di Pietro la puoi trovare qui.

Tuttavia nel complesso percorso elaborato dal Forum italiano per l'acqua pubblica il referendum è solo il primo passo. Innanzitutto bisognerà vedere se i referendum saranno ammessi dalla Corte Costutuzionale (diamo per scontato che l'obiettivo delle firme sarà non solo superato, ma letteralmente sommerso).
A questo proposito si può leggere qui la relazione tecnico-giuridica di sostegno ai nostri tre referendum elaborata da un gruppo di giuristi di chiara fama.

Una volta ammessi i referendum, ci sarà lo scoglio più difficile, quello del quorum di votanti, che deve essere, in base alla formulazione esplicita della Costituzione la metà più uno degli aventi diritto. Sarebbe necessario rivedere tale norma, visto che tutti abbiam scoperto il trucco di far fallire il referendum del "nemico" non andando a votare. Solo che in questo modo il referendum, che con tutti suoi difetti e pericoli è l'unico strumento di espressioe diretta della volontà popolare, è stato vanificato. Sarebbe necessaria una modifica che, senza violare lo spirito della Costituzione, rendesse valido il referendum qualora i voti validi espressi per una delle due opzioni - il sì, o il no - superasse il 25% degli aventi diritto. Questo vorrebbe dire che per sconfiggere la scelta fatta da chi ha effettivamente votato, sarebbe stato necessario il voto valido di un altro 25% e più. In altre parole, avrebbe dovuto votare molto di più del cinquanta per cento richiesto ora dalla Costituzione, tanto più che si parla di voti validi, che sono sempre parecchio inferiori al numero dei votanti, sia a causa di errori materiali dei votanti, sia per le schede bianche e per quelle volontariamente annullate.
Ma per intanto bisogna che si rechino alle urne, come si diceva, la metà più uno degli elettori italiani.

Una volta vinto il referendum, sarebbe immediatamente ristabilita la possibilità di mantenere l'acqua pubblica, e ne sarebbe di fatto impedita la privatizzazione; ma, trattandosi di refendum abrogativo, la normativa risultata avrebbe bisogno comunque di un completamento e di una razionalizzazione. A questo punto entrerebbe in azione la seconda parte del percorso dosegnato dal forum italiano dell'acqua. Si tratterebbe di metter in campo una enorme pressione popolare - ma noi diremmo ANCHE POLITICA - per spingere il parlamento a mettere all'ordine del giorno ed aprrovare la proposta di legge di inziativa popolare sull'acqua, già depositata in Parlamento e corredata di 400.000 firme (invece delle 50.000 richieste dalla Costituzione per le proposte di legge popolari). Solo così la battaglia sarebbe veramente vinta.
Il testo della proposta di legge popolare sull'acqua si trova qui.
La relazione di accompagnamento della legge si trova qui.